Gruppo
Modellisti
Centumcellae

Homepage 7 Mostra Concorso Storia Soci Gallery Eventi Download Come raggiungerci Contatti Sponsor Link utili Storia di Civitavecchia

 

CENTUMCELLAE, LE ORIGINI

 

Giovane scrisse al Il nome CENTUMCELLAE compare per la prima volta in una lettera che Plinio il suo amico Corneliano (inizio II secolo).- “Fui chiamato dal nostro principe, cioè dall’Imperatore Traiano a consiglio presso Centumcellae, tale è il nome del luogo compreso tra Cere (Cerveteri) e Tarquinia. Antica dimora o rifugio di piccoli naviganti come ben si prestava la sua naturale formazione; difesa d’ambo i lati da sporgenze entro mare, la spiaggia, generalmente rocciosa portava piccoli bacini od insenature, che a guisa di porticcioli, potevano dare alle navi di allora una stanza sicura . Celle erano detti in lingua latina tali recessi, fossero naturali o la mano dell’uomo li avesse adattati : da qui è tratto il nome indicando come avviene nel parlar comune col numero di cento una indeterminata quantità “ -.

 

“ …….recte puto exposuisse Centumcellas nomen cepisse a cellis in litore maris

effosis, quibus singulae naves custodirentur “.

 Tratto da : Storia di Civitavecchia , autore Carlo Calisse.

Dominio dei francesi a Civitavecchia

1798-99

 

Il 15 Febbraio 1798 inizia per Civitavecchia e i suoi abitanti un periodo d'instaurazione e dominio francese con importanti avvenimenti e svolte dei fatti.

Il 5 Marzo 1798 nella nostra città fervono i preparativi per la partenza della spedizione napoleonica in Egitto in cui il generale Bonaparte aveva l’incarico di conquistare Malta , l’Egitto e di scacciare gli inglesi dall’oriente .

 

I porti utilizzati per l’imbarco erano cinque: Tolone ,Marsiglia ,Genova , Ajaccio e Civitavecchia .Il comando della flotta fu affidato al  generale di brigata Louis-Charles Desaix , che incluse in essa 12 navi ex pontificie : 2 “ mezze galere “, Santa Ferma e Santa Lucia (lunghe rispettivamente 30 metri, larghe sei , con 20 banchi  e 1 vogatore per remo , 1 pezzo da 24 , 2 cannoni laterali da 12 , 8 tromboncini alle bande , 50 soldati ai pavesi e 200 persone di equipaggio) , 8 barche cannoniere (piccoli bastimenti da guerra con a prua un grosso cannone ,manovrate a remi con velatura ausiliaria , scafo robusto e di massima velocità ) , 2 “ lancioni “ ( più piccoli delle cannoniere con una coperta , 2 antenne , qualche cannoncino e 20 uomini ) che per il loro poco pescaggio erano ideali per la navigazione sul Nilo.

 

Il 26 Maggio 1798 la flotta salpò le ancore con circa 6000 soldati divisi come segue :

  

21me d’infanterie legere                             hommes    2000

61me de ligne                                                                1600

88me de ligne                                                                1600

20me dragons                                                                  400

  7me hussards                                                                400

 

 

Il compiacimento dei civitavecchiesi per l’importanza data al porto e per l’accrescimento dell’economia locale data dagli investimenti per l’impresa fu grandissimo.

Dopo la vittoria alle Piramidi e l’ingresso Al Cairo ,  Bey Ibraim e Murad capi militari mamelucchi fuggirono rispettivamente in Siria e nell’alto Egitto per cercare alleati e riorganizzarsi contro i francesi che nel frattempo subirono un brutto colpo ad Abukir nei pressi della foce del Nilo dove erano ancorate le navi .

L’attacco alla flotta francese fu sferrato dalle navi inglesi comandate dall’ammiraglio Nelson . 

Per cercare e sconfiggere i mamelucchi fu mandato il generale Desaix che partì dal Cairo con tremila soldati imbarcati sulle piccole navi provenienti da Civitavecchia; in condizioni sfavorevoli , in un territorio ostile e con il Nilo in piena subì presso il villaggio di Sedimar enormi perdite per un attacco da parte di Bey Murad; tra quei morti ci furono anche settanta marinai civitavecchiesi e nei deserti della Nubia , perse quasi tutti i suoi uomini tra cui tutti i civitavecchiesi.

Il lutto e il dolore delle famiglie dei caduti nutrì il risentimento antifrancese che si stava instaurando in quel periodo, infatti era intervenuto un’altro motivo che scosse i cittadini: i soprusi sulla popolazione del comandante della Piazza d’Armi di Civitavecchia , nella persona dell’ufficiale francese Jean Clode Dève che fu processato , liberato e rimesso al comando con lo sconcerto di tutti; infatti non passò molto tempo che Dève fuggì dalla città dopo aver derubato la Cassa del Comune  appropriandosi anche delle stoviglie d’argento della mensa ufficiali. Questo non gli fu perdonato e tempo dopo fu ucciso dalla popolazione durante l’insurrezione.

 Ritorna la dominazione francese nella città ma gli abitanti lasciati in balia di se stessi si dichiarano indipendenti e neutrali in previsione di una alleanza tra Russia e Inghilterra contro la Francia.

Il primo Febbraio 1799 ha inizio l’insurrezione civitavecchiese con l’assedio delle truppe nemiche fuori dalle mura comandate dal generale Merlin che malgrado i rinforzi arrivati da Roma non riesce ad avere la meglio.

La popolazione era ben armata e difesa i viveri  erano portati dai paesi vicini, Allumiere e Tolfa i quali a loro volta saranno messi a ferro e fuoco dal nemico per aver aiutato e partecipato alla sommossa; il popolo però iniziava a pensare a dopo il conflitto e alle ripercussioni che avrebbero potuto subire in altre occasioni è per questo motivo che il 6 Marzo 1799 vengono fatte le proposte per l’atto di capitolazione della città , il generale Merlin entra a Civitavecchia con l’impegno di mantenere e far mantenere i patti sottoscritti.

 

 

Tratto e riassunto dai seguenti testi:

 

STORIA DI CIVITAVECCHIA                                            CARLO CALISSE

LE 82 GIORNATE DI CIVITAVECCHIA                           CARLO DE PAOLIS